Creatività, partner e comune denominatore tra aziende di successo

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Creatività, partner e comune denominatore tra aziende di successo

E’ noto che grazie ai processi tecnologici, è stato possibile penetrare all’interno del nostro cervello e monitorare la rete elettrica neuronale sviluppata dalla nostra esperienza e fotografare le fasi salienti quando il cervello  si avvicina alla soluzione del problema.

Questi concetti sono espressi e rammentati anche da uno dei maggiori esperti di neuroscienze al mondo come Estanislao Bachrach, laureato in Biologia molecolare all’università di Buenos Aires e ricercatore ad Harvard.

Il concetto di conoscerci sempre meglio e di più e di essere consci di come funziona il nostro cervello, è espresso dalla qualità della vita e dalla qualità del prodotto o servizio che siamo in grado di creare, produrre e distribuire.

Fino a poco tempo fa la creatività poteva apparire come un patrimonio genetico per gli unti dal signore, la conseguenza di una magia e che invece oggi riconosciamo al punto di poterla gestire.

Ho conosciuto Eliseo Falcone al FiBo 2017. La fiera più globalizzata del mondo metteva in bella vista prodotti e servizi dove risultava davvero difficile comprenderne le diversità.

Fare prodotti e servizi sulle esigenze dei clienti per forza di cose ti porta all’omologazione spontanea, alla standardizzazione convenzionale che, se non concepita con la ricerca di uno stile unico e originale, diventa vittima della monotonia da stereotipo.

E’ proprio qui che entra in gioco la creatività che affascina per contenuti e design, il principio più unico che raro della bellezza che colpisce e seduce.

Ho parlato due o tre minuti in inglese con Eliseo prima di capire reciprocamente che il mio inglese sapeva di tortellini ed il suo, più curato, in fondo denunciava anch’esso il sapore di arrosticini.

Non ero solo al Fibo e fu veramente facile convincere il mio compagno di viaggio, titolare di un grande club in Toscana, che quelle attrezzature non potevano mancare nella sua già super attrezzata palestra. E fu così!

Sono da sempre convinto anche se mi riesce difficile convincere le nuove generazioni, compresi i miei figli, che la logica è necessaria ma non sufficiente, e certe scelte nella vita è possibile farle anche quando non corrispondono alle soluzioni  imposte dai computer, tutto questo mi riesce più semplice con individui di maggiore esperienza.  

Quelle macchine erano superiori a tutte le altre e la fiera di Colonia era indubbiamente il centro del mondo dello sport, del fitness e della riabilitazione.

Le spiegazioni sulla loro funzionalità erano corrette e mostravano spavaldamente gli anni della ricerca e dei progressi scientifici, della sperimentazione prima di ottenere risultati così fantastici, ma, oltre tutto questo, le attrezzature di Olicrom avevano tatuate le capacità di persone creative in grado di pensare in modo innovativo e di immaginare prodotti e servizi che non esistono nel mercato di riferimento.

Alcuni tra i  migliori club del mondo hanno compreso la bellezza  che si avvale della genialità dell’ingegneria Olicrom e ritrovare la creatività autoctona in club come il FitOut in Belgio o John Harris di Vienna, è motivo di grande soddisfazione per tutta l’industria nazionale.

Il successo del nostro partner e dei nostri amici Eliseo, Cristina e Skipper ci riempie di gioia e di felicità e ci invita a ribadire il concetto di creatività al di sopra di qualsiasi analisi logica e di ragionamento deduttivo.

L’obiettivo ingegneristico di Olicrom è quello di trasmettere l’arte del processo di progettazione e l’analisi delle dinamiche al fine di creare e sviluppare, a partire dall’idea, meccanismi funzionali, progetti eccezionali.

Per ottenere tutto questo è necessario prendersi cura della propria mente e della propria creatività.